Ristrutturazione Antisismica: consigli e norme

La ristrutturazione antisismica è un intervento importante da compiere in tutti gli edifici al fine di assicurare la massima tutela.

L’Italia, come ben sappiamo, è un territorio ad elevato rischio sismico. Infatti, oltre agli scossoni finanziari, negli ultimi anni abbiamo anche osservato due grandi eventi sismici.

Ultimi di una serie, quelli in Abruzzo e in Emilia/Toscana. Nel resto d’Europa (come si può vedere nella foto) possono considerare il problema di minor entità, avendo la terra “più ferma” sotto i loro piedi. Dovremmo quindi tener conto di quello che possiamo fare per prevenire il problema, come paese e come cittadini, ecco perché una normativa circa la ristrutturazione antisismica si rende necessaria.

Ristrutturazione antisismica

Adesso, la domanda sorge spontanea, possiamo veramente ignorare questo aspetto?

Dopo gli eventi degli ultimi anni, in fatto di normativa sulla strutture in termini di ristrutturazione antisismica, sia residenziali che industriali, si sono fatti dei passi in avanti. Soprattutto per quanto riguarda i nodi strutturali e le fondazioni.

Non è sufficiente focalizzare lo sguardo solo su come si realizzano le costruzioni ma anche sull’applicazione delle normative riguardo la ristrutturazione antisismica. Ci sono altri aspetti da considerare non di minor importanza.

Ad esempio, si pensa che i piani di fuga e di protezione da un terremoto siano importanti solo per i luoghi pubblici o comunque affollati di persone, ma lo è altrettanto nelle nostre residenze. Nelle nostre case, solitamente, sottovalutiamo questo aspetto. Sarebbe invece opportuno che ogni persona presente nel nucleo abitativo sapesse come comportarsi in caso di sisma. Gli studi che riguardano la ristrutturazione antisismica, dicono, infatti, che molte persone facendosi prendere dal panico non sappiano bene come agire di fronte a questo evento. Si può essere colti impreparati e quindi il vero problema non consiste tanto nelle costruzioni (che magari reggono), ma di quello che c’è all’interno, come arredo.

Per entrare meglio nel merito, vediamo alcuni esempi di arredamenti per alleviare i danni del terremoti, rispettando le buone regole della ristrutturazione antisismica e dell’arredo.

Esempio buono di arredamento. Non ottimo, perché notiamo molti vasi sulle mensole che potrebbero cadere e infrangersi durante una scossa.

Ristrutturazione antisismica arredo

Esempio migliore di organizzazione spaziale, rispetto al precedente, sempre che le librerie nella zona studio siano ben fissate alle pareti.

I fattori che concorrono durante un terremoto sono molteplici, soprattutto perché le oscillazioni che ne derivano portano a rendere instabile qualsiasi oggetto presente in casa. Quindi, come prima cosa, dobbiamo essere pronti a ripararci all’interno della nostra abitazione.

Per prevenire, alcuni consigli: aiuterebbe avere delle stanze ordinate e non costipate di oggetti, anche inutili magari, che ci possono ostacolare; posizionare uno specchio di notevoli dimensioni vicino al letto può essere pericoloso, perché si può rompere; per lo stesso motivo, non dovremmo avere sopra il nostro letto oggetti che ci possono cadere addosso.

Adesso occorre capire come comportarsi durante una scossa.

Come prima cosa, non è opportuno uscire subito di casa durante una scossa, soprattutto se abitiamo a dei piani alti di un edificio (visto che è sconsigliato utilizzare l’ascensore in questi casi) ricordando che solitamente prima si ha una scossa piccola poi una successiva molto più forte e altre che ne seguono di assestamento. E’ molto importante però che si sappia dove ripararsi all’interno di casa nostra. Trovare qualcosa di stabile sotto cui ripararsi. Si consiglia una scrivania o il vano di una porta.

L’ambiente più sicuro, di solito, è la camera da letto, perché è una stanza che conosciamo bene, magari anche al buio, e perché non dovrebbe avere oggetti all’interno pericolosi, come possono esserci in cucina o sala da pranzo. Una volta finita la serie di scosse, si dovrebbe abbandonare rapidamente l’edificio e trovare una zona all’esterno che sia il più possibile aperta e lontana dagli edifici (se siamo nel centro storico di una grande città è molto complicato).

Ristrutturazione antisismica norme

Ogni membro dell’abitazione, comunque, dovrebbe essere a conoscenza di un luogo dove andare. Trovare, quindi, un luogo prestabilito dove trovarsi nel caso capiti un terremoto è molto importante. Quello che sarebbe fondamentale trasmettere è che la sicurezza delle nostre abitazioni dipende anche da noi che le abitiamo. Non solo da chi le ha costruite. Non è così semplice poter affermare che ci sia un prototipo di casa sicura, come distribuzione interna, o meno. Sarebbe meglio osservare caso per caso.

In definitiva, però, possiamo dichiarare con certezza che la scelta di come disporre gli interni e di come arredarli può incidere sensibilmente durante una scossa di terremoto. Teniamone conto.

Ristrutturazione antisismica: le 9 regole

Di seguito un breve prontuario di 9 regole che riguardano la ristrutturazione antisismica, da seguire per chi si appresta a realizzare una nuova abitazione oppure ad intervenire con una ristrutturazione su un edificio esistente.

La guida alla ristrutturazione antisismica, rivolta non ai tecnici ma agli utenti senza competenze specifiche, tiene conto della legislazione attualmente in vigore e delle principali questioni che solitamente vengono affrontate in ambito progettistico nonché di alcune soluzioni tecniche diffuse per rendere la propria casa a prova di terremoto.
1) Rischio sismico. Il rischio di sisma sul territorio nel nostro Paese è regolato secondo una scala che va da 1 a 4. La valutazione del rischio sismico del territorio su cui si decide di costruire o su cui è situato l’edificio sottoposto a ristrutturazione è fondamentale per la scelta di tutti gli altri aspetti della costruzione antisismica. Nel caso ci si trovi in una zona ad alto rischio sismico è inoltre consigliabile un’analisi del sottosuolo partendo dalle caratteristiche del luogo.
2) 1974. E’ l’anno nel quale in Italia sono state introdotte le prime regole antisismiche. Se la costruzione su cui si è deciso di intervenire con una ristrutturazione è stata realizzata prima di questa data è il caso di rafforzare i controlli sulle pareti, i pilastri e i materiali. Attenzione soprattutto alle case con il piano terra non abitato ma occupato da pilastri (che potrebbero non reggere alle scosse), ai collegamenti stabili tra muri verticali e ad eventuali modifiche della posizione delle finestre rispetto al progetto originario.
3) Materiali. Il calcestruzzo armato precompresso è uno dei materiali che resiste meglio ai terremoti insieme al legno. Piuttosto performativo anche il cemento con barre di acciaio interconnesse annegate al suo interno, meglio ancora se di acciaio al carbonio e diametro di almeno 55 mm. Per la malta è preferibile quella fatta con calcio e pozzolana, che è più resistente soprattutto se abbinata a spessori forti. Meno prestante la malta fatta con il fango. E’ inoltre importante che i chiodi, i bulloni e le saldature siano conformi alle normative UNI EN ISO e quindi abbiano la targhetta Comunità Europea.
4) Pianta a altezza. Un edificio il più possibile simmetrico a due direzioni ortogonali resiste meglio ai terremoti, soprattutto se nel disegnare la pianta si tengono in considerazione masse e rigidità. Nelle zone a rischio sismico elevato (zona 1) non è possibile realizzare edifici oltre i due piani.
5) Pilastri, travi, muri portanti e tetti. Un edificio adeguato a livello antisismico non deve avere “giunti”. Dunque pilastri e travi devono avere un rapporto equilibrato e devono essere stati messi in posa nello stesso momento. I muri portanti devono invece avere uno spessore idoneo, tendenzialmente tra i 15 cm e i 50. Per quanto riguarda il tetto il più pericoloso è quello in cui le travi spingono verso le pareti. La soluzione migliore è il tetto a capriata.
6) Pareti e solai. Una delle cause tipiche del crollo da terremoto è la debolezza dei collegamenti strutturali tra pareti e solai. La spinta orizzontale esercitata da un sisma mette a dura prova la resistenza delle pareti, che in caso di cedimento crollano una sull’altra. Per evitare questa eventualità negli edifici già costruiti è possibile utilizzare la tecnica dell’incatenamento o della tirantatura dell’edificio. Ovvero far correre alcuni tiranti d’acciaio tra i muri contrapposti del fabbricato nascondendoli nel solaio esistente. Un intervento non necessariamente costoso, soprattutto se inserito in una ristrutturazione più generale dell’immobile.
7) Muratura a sacco. Come mai quando c’è un terremoto anche di non fortissima intensità gli edifici si danneggiano fortemente o addirittura crollano con così tanta facilità? Il problema potrebbe risiedere in una tecnica costruttiva molto diffusa negli anni Ottanta, la muratura a sacco. Essa prevede che solo le facciate esterne dei muri siano realizzate con pietre e mattoni di buona qualità, mentre la struttura interna è stata riempita con materiale di scarto. Con le vibrazioni del terremoto questi edifici si sbriciolano anche se il sisma non ha una grande magnitudo. La soluzione può essere l’installazione di tiranti intramuro posti a intervalli regolari o col ricorso alla tecnica degli intonaci armati, una specie di reticolo in grado di consolidare la struttura senza turbare l’estetica dell’edificio.
8) Verifiche. Nel corso della progettazione le verifiche si fanno applicando le norme di calcolo stabilite dalla legislazione. In corso d’opera invece è necessario il collaudo statico. Per gli edifici già costruiti meglio affidarsi ad un tecnico specializzato. L’edificio antisismico deve sapere resistere a torsioni, flessioni, deformazioni, tagli, vibrazioni, fessurazioni, tensioni, corrosioni. Bisogna inoltre verificare l’aderenza delle barre d’acciaio con il calcestruzzo. Anche le costruzioni in legno vanno sottoposte a prove di robustezza e staticità, in particolare per verificare la resistenza a trazioni, flessioni e compressioni sia parallele che perpendicolari alla fibratura del legno stesso.
9) Costi. Un intervento di riqualificazione antisismica di un’abitazione di medie dimensioni potrebbe non essere così costoso. La cifra può aggirarsi intorno ai 30 mila euro per un intervento completo. Per meno di 10 mila euro l’intervento completo ha qualche carenza o a livello progettistico, o di materiali, o altro. Fra le ipotesi del Governo per il prolungamento della detrazione del 50% o 55% vi è anche quella di inserire fra gli interventi agevolabili anche quelli con finalità antisismica.

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