Stufe a Pellet: Guida all’acquisto intelligente

La vostra scelta di riscaldamento sono le stufe a pellet? Seguite questi consigli per acquistare un modello di stufe a pellet per tutte le vostre esigenze.

Nel momento in cui si tratta di scegliere la stufa che riscalderà i vostri ambienti nella stagione più fredda, sorgono mille dubbi sulla scelta di un sistema funzionante e nel contempo economico.

Se siete più orientati verso l’acquisto di una stufa alimentata a pellet, occorre conoscere vantaggi e svantaggi del prodotto che andrete a valutare.

Di seguito troverete qualche informazione in più per agevolarvi e provare a fare un po’ di chiarezza sul tema.

Stufe a pellet

Stufe a pellet: estetica e funzionamento

Esteticamente, le stufe a pellet non sono cosi diverse da una comune stufa a legna. Questa, può essere rivestita di acciaio, ceramica, marmo o pietra ollare ed è adatta a riscaldare e, ad arredare, qualsiasi tipo di ambiente.

Sul mercato trovate modelli dotati di un telecomando per l’accensione e lo spegnimento a distanza e presenta un serbatoio in cui inserire (in genere dall’alto) il pellet, e la cui capienza varia a seconda dei modelli: si parte da circa 10-11 kg per quelli più piccoli e si può arrivare oltre i 60 kg.

Tutte le fasi di funzionamento sono gestite da scheda elettronica dotata di particolare software, al fine di ottenere alti rendimenti e basse emissioni in condizioni di massima sicurezza. L’aria calda prodotta viene immessa nel locale di installazione tramite apposite griglie ubicate sul frontale della stufa a pellet e, quando previsto, può essere canalizzata in locali limitrofi tramite tubazioni.

Quando la stufa è in funzionamento, il combustibile viene trascinato nel braciere attraverso un condotto e quindi bruciato; l’accensione è resa possibile dalla presenza di una resistenza elettrica, che diventa incandescente. La fiamma compare poco a poco, crescendo e stabilizzandosi sulla temperatura impostata quando la stufa entra in modalità lavoro.

Tenete presente che le stufe a pellet possono essere considerate, a tutti gli effetti, un elettrodomestico, dato che vanno collegate all’impianto elettrico di casa.

Il calore prodotto dalle stufe a pellet si diffonde nell’ambiente circostante tramite una o più ventole. I modelli di stufe a pellet più recenti sono dotati anche di cronotermostati che consentono di programmare l’accensione e lo spegnimento del prodotto e di regolare la temperatura.

Stufe a pellet cromate

Pensate, poi, che alcune stufe a pellet di ultima generazione sono fornite di kit Gprs che permettono di attivarle e di regolarle via sms, magari mentre si sta viaggiando verso casa e si desidera trovare, al proprio arrivo, un ambiente caldo ed accogliente.

Lo scarico dei fumi generati dalla combustione del pellet avviene all’esterno dell’edificio, tramite un tubo di diametro variabile, generalmente dagli 8 ai 12 cm.

Stufe a pellet: potenza e dimensioni

La potenza termica di una stufa è determinata dalle sue dimensioni e dalla quantità di pellet bruciato; sul suo rendimento può influire anche il tipo di pellet utilizzato.

La resa calorica di una stufa può variare moltissimo a seconda del modello e delle sue caratteristiche: si passa da prodotti con una potenza di 2,5 -5 kW ad altri con un rendimento di 5-25 kW.

Per avere un’idea più precisa, tenete presente che, per riscaldare un ambiente di circa 300 m3, pari a una superficie di 100 m2 per 3 m di altezza, è necessaria una resa calorica di circa 10 kW.

Stufe a pellet design

Quindi, se avete bisogno di una stufa, in primo luogo dovete considerare il vostro fabbisogno di calore, che dipende dall’ampiezza della zona da riscaldare e da caratteristiche quali la sua coibentazione e l’antichità dell’edificio in cui si trova.

Attualmente, in commercio troviamo stufe con capacità di riscaldamento superiori agli 800 m3 e dotate di un’autonomia che può andare dalle 6 ore a più di 40.

Stufe a pellet: vantaggi

Innanzitutto, si tratta di prodotti molto meno ‘invasivi’ rispetto alle tradizionali stufe a legna: il pellet viene trasportato in casa all’interno di appositi sacchi, non sporca e, se manipolato con un po’ di attenzione, produce pochi residui o polvere nella fase di caricamento del serbatoio. Inoltre, le stufe a pellet sono dotate di una porta a chiusura stagna (solitamente in ghisa e vetroceramica) che impedisce spiacevoli fuoriuscite di fumo all’interno dell’ambiente domestico.

È quindi importante sottolineare che le stufe a pellet sono un prodotto ecologico, dato che ha una buona qualità di combustione e disperde nell’ambiente bassissime percentuali di inquinanti.

Come abbiamo visto, il pellet è, di per sé, il risultato di un’operazione di riciclo, dato che si ottiene dagli scarti di lavorazione del legno, a cominciare dai trucioli e dalla segatura: pertanto, la sua produzione non rende necessario l’abbattimento di nuovi alberi. Insomma, siamo di fronte ad una fonte di energia pulita, che non altera il nostro ecosistema e che non determina sprechi, grazie alla possibilità per il consumatore di dosare il combustibile a proprio piacimento, avendo un pieno e preciso controllo della temperatura. Comodo, oltre che eco-sostenibile.

Stufe a pellet: svantaggi e avvertenze

Le stufe a pellet sono sicure e affidabili, ma non perfette. Ad esempio, le ventole di cui sono dotate asciugano l’aria e fanno sì che il calore generato non sia esattamente salubre: per questo, è consigliabile premunirsi utilizzando un umidificatore (alcune stufe lo hanno incorporato) oppure posizionando una vaschetta d’acqua sulla zona più calda della stufa. Bisogna poi tenere presente che le ventole sono inevitabilmente rumorose: un particolare questo che, per qualche consumatore, potrebbe anche risultare fastidioso.

Stufe a pellet angolo

Un altro inconveniente è dato dal fatto che il funzionamento della stufa dipende dall’erogazione di energia elettrica. Come accade con ogni altro elettrodomestico, in caso di blackout il prodotto non può essere utilizzato: se è in funzione, la stufa si spegne, per poi riaccendersi autonomamente al ritorno della corrente.

Inoltre, per garantire il corretto funzionamento del prodotto, occorre pulire regolarmente lo scambiatore di calore e il braciere, aprendo la porta a chiusura stagna posizionata sul davanti (ovviamente, è un’operazione da compiere solo quando la stufa è spenta e fredda) e utilizzando un aspirapolvere o, meglio ancora, un aspira-cenere, per eliminare le ceneri residue. Sappiate comunque che, in questo ambito, l’innovazione tecnologica è costante: ad esempio, sono recentemente entrate in commercio stufe dotate di meccanismi di pulizia automatica, che agevolano il consumatore e migliorano il rendimento energetico del prodotto.

Stufe a pellet o termo-stufe a pellet?

La termostufa, a differenza di una normale stufa, come il termocaminetto impiega meno aria per la combustione e consuma meno legna (fino a 5 volte in meno) pur potendo riscaldare ampie metrature oltre all’ambiente di posa. In commercio ne esistono differenti tipologie che, rispetto ai termocaminetti,consentono anche di cucinare su fuoco,su piastra e l’utilizzo di un forno.

Le termostufe a pellet, tramite la combustione del pellet, producono acqua calda per alimentare i termosifoni e/o i pannelli radianti a pavimento di tutta la casa. Le termostufe a pellet possono essere collegate anche ad impianti di riscaldamento esistenti e lavorare in affiancamento a pannelli solari. Con l’ausilio di appositi kit, le termostufe a pellet possono produrre acqua calda sanitaria per i bagni e la cucina; acqua calda che può anche essere accumulata in appositi bollitori per essere sempre disponibile alla temperatura desiderata.

Disponendo di scarico fumi forzato, la termostufa a pellet può essere installata con canna fumaria di piccole dimensioni ed in posizione decentrata rispetto al bocchettone di scarico.

Le termostufe, come le stufe a pellet, sono prodotte in un’ampia gamma per quanto riguarda le potenze, le dimensioni e le estetiche, in modo da soddisfare ogni esigenza dell’utente.

Stufe a pellet soggiorno

Riscaldare con le stufe a pellet è una grande comodità poiché consentono una autonomia di combustione anche per parecchi giorni.

Questa autonomia è monitorata elettronicamente da un pannello sinottico di ultima generazione che regola il regime di funzionamento, diversificandolo tra le varie fasce orarie della giornata e nei diversi giorni della settimana, a seconda delle esigenze e delle necessità.

E’ questa una soluzione che garantisce una gestione del riscaldamento davvero all’insegna della praticità e del comfort, per arrivare a casa e trovare subito benessere e un ambiente accogliente.

Se parliamo in termine di costi, il pellet è un combustibile altamente competitivo rispetto ad altri metodi di riscaldamento.

Le stufe e le termostufe a pellet riscaldano efficacemente e fanno risparmiare sui costi di riscaldamento. Secondo recenti studi di mercato il pellet si classifica al secondo posto nella scala di risparmio. Il legno precede il pellet e lo seguono metano, gasolio e GPL.

Possiamo definire la scelta di una stufa o termostufa in pellet ad alta resa!

Il funzionamento delle stufe a pellet è simile a quello delle classiche stufe a legna, ma inquinano molto meno. Nonostante i prezzi in aumento, il pellet consente ancora di risparmiare rispetto ai sistemi tradizionali. Ma quali costi comportano questa tipologia di stufa?

Stufe a pellet: combustibile parsimonioso?

Anche se il prezzo è in ascesa, il pellet può consentire ancora risparmi importanti sul riscaldamento. L’acquisto di stufe e caldaie apposite, infatti, gode di diversi tipi di incentivi, primo tra tutti la detrazione del 50% sotto forma di detrazione Irpef (10 rate di pari importo in 10 anni). C’è poi il conto termico, un contributo variabile in base alla zona climatica e alla potenza installata, erogato in due anni che però si rivolge solo alle sostituzioni di apparecchi già installati: stufe a legna o vecchie stufe a pellet e, per le caldaie, caldaie a biomassa o a gasolio e, solo per le aziende agricole, GPL.

Stufe a pellet: quanto costa?               Stufe a pellet costi

Il prezzo del pellet ha variazioni stagionali: generalmente è più basso nel periodo che va da maggio a luglio, ha un rincaro verso agosto e si stabilizza in inverno. In questo momento, un sacco da 15 kg costa tra i 4,80 e i 5,50 euro, decisamente più caro rispetto allo stesso periodo del 2012: i media tra i 3,60 e i 4 euro a sacco. Per dare un’indicazione temporale (indipendente dalle dimensioni del locale, potenza della stufa, temperatura interna ed esterna) con un kg di pellet si avrà circa un’ora di riscaldamento. Diciamo che, calcolando qualche ora di spegnimento della stufa, un sacco da 15 kg può durare due giorni.

Stufe a pellet: quanto risparmio c’è?

Paragonando una stufa a pellet ad alto rendimento e una caldaia tradizionale a metano, possiamo dire che, scegliendo il pellet, il risparmio c’è. Se si spunta un buon prezzo di pellet (un sacco d 15 kg con costo inferiore ai 5 euro), si può anche risparmiare più di 50 euro alla fine della stagione, rispetto a una caldaia a metano tradizionale, per un locale di circa 30 metri quadri. Se, invece, si acquista una stufa meno prestante o non la si tiene ben regolata, il risparmio viene vanificato. Confrontato con gasolio e Gpl, il risparmio è superiore e si attesta intorno ai 200 euro.

Stufe a pellet: bilancio finale

Quindi, nonostante il suo prezzo sia in salita, questo combustibile consente ancora risparmi interessanti sul riscaldamento: fino a oltre mille euro all’anno. L’acquisto di stufe e caldaie apposite gode di vari tipi di incentivi, prima fra tutti la detrazione del 50%.

Stufe a pellet eco-sostenibile

Ai prezzi attuali del combustibile, una stufa a pellet in una stagione può tagliare le spese per il riscaldamento da 100 a oltre 1.200 euro a seconda del tipo di impianto che va ad integrare. Questo modo si scaldare le nostre abitazioni è sempre più popolare: in Italia oggi ci sono circa 1,7 milioni di stufe a pellet e circa 50-60 mila caldaie a uso domestico. Un mercato ancora di nicchia, ma che è in forte crescita.

Stufe e caldaie a pellet d’altra parte godono anche di diversi incentivi, quindi perché non approfittare?

Leggi anche:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest

Lascia un commento